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Casistica


La fibromialgia non è affatto una malattia rara, anzi è sempre più diffusa. A seconda dei Paesi e delle tecniche di rilevamento si conta un’incidenza percentuale variabile fra l’1 e il 4% della popolazione. In Italia quindi i fibromialgici sono diverse centinaia di migliaia, se non addirittura sopra il milione; è sorprendente come una malattia tanto diffusa non sia ancora riconosciuta e che se ne parli ancora tanto poco.

Questo dipende dal fatto che la malattia è difficile da diagnosticare e quindi solo di rado viene riconosciuta, anche se è tanto diffusa.


Breve storia

La conoscenza di questa malattia è ancora storia recente: si è cominciato a discuterne una ventina d’anni fa negli ambienti medici specialistici in America. La malattia in sé è, naturalmente, molto più „vecchia“: i medici conoscono un quadro di dolori muscolari diffusi fin dai tempi più antichi.

Nel '700 si è cominciato a distinguere il reumatismo articolare da quello muscolare e all’inizio dell’’800 sono stati descritti per la prima volta i tender points. Più tardi, all’inizio del ’900, si scoprì che il reumatismo muscolare era conseguenza di un’infiammazione delle fibre muscolari (in terminologia medica: fibrosite – tutti i nomi di malattie che finiscono per –ite indicato un processo infiammatorio). Nel 1968 sono stati descritti i primi casi di fibromialgia, che all’epoca era ancora chiamata fibrosite. Sono agli inizi degli anni’80 è stato chiaro che si trattava di un nuovo quadro patologico e non di una malattia infiammatoria. Il termine „fibromialgia“ è stato suggerito nel 1977 e adottato definitivamente dal Collegio Reumatologico Americano. Con questo la fibromialgia è stata ufficialmente sancita come una malattia ben precisa.